#capriolediNatale: alcune #storiediNatale da condividere.

Tag

, , , , , , , ,

christmastales

 

Pronti all’ultima settimana prima di Natale?
La mia sarà bella intensa: ultimi regali da comprare, qualcuno da confezionare, gli ultimi impegni di lavoro e poi le valigie…direzione famiglia!
Tornerò nella mia città natale per qualche giorno e non ho ancora minimamente pensato a cosa mettere in valigia.
Una cosa per volta e ce la farò.

Cominciamo dall’impegno improrogabile di oggi: l’ultimo appuntamento con le mie –le nostre- #capriolediNatale (almeno per quest’anno).

In questo post nessuna frottola, lo giuro…solo tante storie!
Sono infatti proprio le storie di Natale le protagoniste di oggi.
Libri, film, favole, leggende, tutto va bene quando si parla di racconti di Natale.

Comincerò col suggerirvi un bellissimo libro scelto, acquistato e letto qualche anno fa, per puro caso.
Ricordo che mi erano piaciuti tantissimo sia libro che copertina e me lo sono regalata senza pensarci molto.
L’ho divorato in due giorni e ho scoperto che è un libro per ragazzi solo qualche anno dopo, nel regalarlo alla mia amica Astrid.
Miracolo di una notte d’inverno di Marko Leino mi ha scaldata, conquistata e commossa.
Un libro che merita di essere letto da grandi e piccini e che racconta la vera storia di Babbo Natale senza troppi elementi favolistici ma mantenendo intatta la suggestione che solo le favole sanno dare.

Se poi foste a corto di storie, ho una sorpresa per voi…consideratelo un po’ come il mio regalo di Natale.

Nelle scorse settimane ho cercato, letto, raccolto e riscritto (laddove necessario) alcune storie di Natale. Qualcuna la conoscevo già ma altre -come quella di quando si è ammalato Babbo Natale- le ho lette per la prima volta anche io.
Mi piacerebbe che noi tutti adulti trovassimo il tempo per leggerle insieme ai bimbi che più amiamo in queste sere che precedono il Natale.

Perciò non siate pigri!
Scaricate e stampate le favole che troverete a questo link, per voi stessi e i vostri bimbi o per chiunque vogliate.

E se vi prende la pigrizia, cominciate dall’ultima pagina: lì c’è una storia per tutti noi grandi.

Buon Natale, di cuore!
Margherita

#capriolediNatale: il #ChristmasJumperDay, ottima occasione per far del bene.

Tag

, , , , , , , , , , , , , ,

christmas-jumper-day-logo

 

Le #capriolediNatale hanno saltato un turno, quello della scorsa settimana.
Si trascinavano in casa come zombie insieme al cervello che le genera.
Erano finite in una bolla di raffreddore e spossatezza che disgregava le parole, riducendole al loro stato primario di semplici lettere.
Non ve ne siete accorti?
Vi sono mancate?
In entrambi i casi sappiate che la bolla è scoppiata e loro son di nuovo qui.
Beati voi, poveri voi.

Ce l’avete un maglione natalizio stile Mr. Darcy?
Uno di quelli oversize, nei classici toni rosso-verde-bianco…
Uno di quelli che la nonna, la mamma o la zia vi hanno fatto a mano o che vi ha regalato…
Uno di quelli con magari un inguardabile ma buffissimo muso di renna dal naso rosso sul davanti…

Tiratelo fuori, è il suo momento!
E se non ce l’avete, decorate un maglione normale, ma partecipate!
Il 16 dicembre 2016 –DOMANI- è il #ChristmasJumperDay, il #giornodelmaglionedinatale per dirla in italiano.
Save the Children riabilita il buffo maglione natalizio e lo rende protagonista di un’intera giornata per fare del bene ai bambini meno fortunati.
Qui troverete tutte le informazioni dettagliate e le risposte alle vostre domande, io vi faccio una sintesi.

Il 16 dicembre indossate un maglione natalizio, scattatevi una foto e condividetela sui social con l’hashtag #ChristmasJumperDay ed invitate gli altri a fare lo stesso.
Sarà un venerdì, quindi perché non condividere l’idea con gli amici per un aperitivo e un brindisi natalizio o per un #casualfriday in ufficio? Potrebbe aiutarvi il Jumper Kit da richiedere on line.
Contestualmente alla foto e all’evento, RICORDATEVI di fare una donazione a Save the Children al numero 45522 –attivo fino al 25 dicembre da cellulare e telefono fisso- oppure attraverso bonifico bancario o bollettino postale.

Il #ChristmasJumperDay arriva in Italia per la prima volta, cerchiamo di dargli un generoso benvenuto e se non riuscite ad organizzarvi per domani, sappiate che l’iniziativa per ancora molti giorni.

C’è sempre tempo per fare del bene.

Quello che noi facciamo è una goccia nell’oceano,
ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno.

(Madre Teresa di Calcutta)

#capriolediNatale: have yourself a merry #trendy Christmas…

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , ,

betrendy

Dicembre è ufficialmente arrivato, quindi siamo autorizzati a farci pervadere dallo spirito del Natale.
Il Christmas Time, che per grandi linee va dagli inizi di dicembre al Capodanno, è la quinta stagione e si veste seguendo delle tendenze che cambiano di anno in anno.
Non lo sapevate?
Beh neanche io, fino a qualche tempo fa.
Da allora ogni anno mi diverto sempre a capire quanto –e se- le mie scelte sono trendy.

Ecco i #trend2016.

DECORAZIONI&CO: per essere davvero trendy procuratevi decori naturali. Feltro, carta e cartone, bacche, rametti di legno e scampoli di stoffa da riciclare. E se ci create qualcosa di handmade, tanto meglio!
Il bianco, il rosso e il verde bosco restano i colori principali, ma se volete qualcosa di più moderno, allora scegliete il verde tiffany, il viola e l’amaranto oppure abbinate arancio e marrone.
Non vi piacciono le decorazioni tradizionali? Munitevi di metri e metri di lucine o di qualsiasi materiale con cui dar forma al vostro minimal e modern Christmas.

alberonataleluci

MAKEUP&NAILS: osate un make up che vi faccia risplendere! Labbra glitter o preferite un nude make up con tocchi perlescenti. Le vere nails addicted scelgano fra unghie a specchio, #sweaternails e #velvetnails. E se non rinunciate al classico rosso, che sia almeno un #rougenoir.

labbraglitter  sweaternail

TABLESETTING: brindisi con colleghi e amici, pranzi in famiglia, lunghi pomeriggi da dedicare ai giochi. Molte attività a Natale si svolgono intorno ad un tavolo quindi non dimentichiamoci di decorarlo al meglio. Se ai giorni ‘rossi’ sul calendario sono dedicate le tavole più formali, è bene vestire la tavola anche per gli unformal parties. Una tendenza su tutti? Il #tartan, nei toni del rosso! Una bella tovaglia in cotone sarà la tela delle vostre tavole più informali e creerà un clima caldo e accogliente. Oppure lasciate il tavolo nudo e sostituite la tovaglia con delle #tovagliette all’americana o dei #runners in tema.

2   1

REGALI: anche i regali di Natale seguono dei trend e viste le proposte commerciali del periodo, direi che questo sarà sicuramente un #cyberChristmas. Via libera quindi all’ultimo modello di Kindle, alle cuffie a cerchietto per ascoltare la musica con stile o alla spazzola lisciante per chi vuole moderare l’uso della piastra per capelli. Per i gamer più incalliti ci sono, come sempre, Playstation e Xbox con i relativi accessori. Vince su tutti, però, lo Starter Kit di Arduino con cui si impara ad ‘automatizzare’ casa.

VIAGGI: odiate il freddo e a Natale vi rinchiudereste volentieri nella grotta insieme al Grinch? Di pranzi in famiglia e corse ai regali ne avete le tasche piene? Partite! Le mete più gettonate del 2016 sono Canarie e Capo Verde, Sudafrica, Thailandia e Sri Lanka. Se invece decidete di scappare dalla tradizione ma di tollerare il freddo, New York in questo periodo è perfetta!

spiaggiaesotica

Merry #trendyChristmas a tutti!

#capriolediNatale: il #CalendarioDellAvvento.

Tag

, , , , , , , , , , , , ,

A meno che voi non siate il Grinch in persona (e anche in tal caso ci sono buone speranze che vi convertiate al Natale), avrete cominciato a farvi coinvolgere dall’atmosfera natalizia che si respira in giro.

Se siete come me, invece, amanti del Natale, starete già facendo i preparativi.

Gli immancabili, per me, sono:
• Presepe
• Albero, meglio se gigante
• Maglione a tema: perfetti quelli un po’ ridicoli
• Decorazioni varie e lucine
• Regali per chi si ama
• Tempo per la famiglia
• Giochi di società
• Buon cibo
• Film a tema
Calendario dell’Avvento

Tengo particolarmente all’ultimo punto, strumento perfetto per il #countdown di Natale (a proposito, ad oggi mancano 33 giorni) e per creare il giusto clima d’attesa.

Le origini del #CalendarioDellAvvento risalgono alla Germania protestante del 19° secolo, quando i bambini accendevano una candela per ogni giorno del periodo d’Avvento fino alla notte della Vigilia di Natale.
Nei primi anni del 1900, il tedesco Gherard Lang decise di rielaborare una tradizione d’infanzia inventata per lui dalla sua mamma: stanca di sentirsi chiedere tutti i giorni quanto mancasse al Natale, la mamma di Gherard chiuse in 24 sacchettini altrettanti biscotti speziati e ne diede uno al giorno al suo bambino. Allo svuotarsi dell’ultimo sacchettino, sarebbe arrivato il Natale.
Gherard decise di stampare per la prima volta un cartellone con 24 finestrelle –per il periodo dall’ 1 al 24 dicembre- che le mamme avrebbero potuto riempire a loro piacimento.
Dalla Germania, la tradizione del Calendario d’Avvento si è diffusa in tutto il mondo, arrivando fino a noi.

Oggi il Calendario dell’Avvento può avere forme e dimensioni diverse e può contenere non solo i classici dolci, ma anche frasi o citazioni tratte da testi sacri e laici, suggerimenti per quotidiane buone azioni, messaggi d’amore o indizi per una caccia al tesoro.
E sebbene sia destinato in particolare ai bambini, non disdegnate di regalarlo anche a qualche adulto o di condividerlo con tutta la famiglia.

Se siete amanti del #DIY, troverete in rete tutorial per tutti i gusti.
Fra tutti, quello qui sotto è il mio preferito.

 

#maggese

Tag

, , , , , , , ,

 

Il #maggese è una pratica agricola che consiste nella messa a riposo di un appezzamento di terreno per restituirgli fertilità. Il termine indica, per estensione, lo stesso terreno sottoposto a tale pratica, nonché il complesso delle operazioni necessarie per realizzare tale pratica.

Quando a scuola la prof ci spiegò per la prima volta la #rotazionetriennale, ricordo che mi colpì molto la parola maggese. Lunga il giusto, con una doppia g che le dava forza ma non durezza e con una s che addolciva tutto, che quasi preannunciava un lieto fine.
Resta una delle mie parole preferite in assoluto, per tutto quello che racchiude in sé.

Ho presto imparato che le persone, come i campi, vivono periodi di maggese.
Il mio primo periodo di maggese l’ho vissuto tra i 17 e i 18 anni.
Un maggese imprevisto, forzato, odiato.
Un anno duro, complicato, che aveva per me l’aspetto di una montagna innevata da scalare.
E io sono decisamente un tipo da mare.
Non so ancora come, ma sono arrivata in vetta…e l’aria che ho respirato resta la migliore di tutta la mia vita.
Quell’anno di forzato maggese mi ha cambiato RADICALMENTE.
Uno spartiacque netto e violento fra la vecchia e la nuova me.
E ricordo ancora quella strana elettricità che sentivo correre sotto la pelle mentre aspettavo ‘la primavera’.

Sono in maggese anche adesso, mentre mi riempio le giornate di qualsiasi cosa, mentre mi trasformo in un contenitore in cui buttare tutto.
Perché forse l’unica cosa che ho in comune con la ragazzina di tanti anni fa è la pessima accettazione dei periodi di maggese.

SGRUNT!

Se non altro, con l’età, il maggese lo affronto e lo sfrutto meglio.
E cerco di non sprecare l’elettricità che sento sotto pelle, che come fertilizzante prepara la primavera.

Ogni volta ogni maggese che ritorna
a dar vita a un seme
sarà vita nuova anche per me!

Un giorno pieno di ricordi

Tag

, , , , , , , ,

-E’ come andare alla festa di un’amica, che fai non te lo metti il vestito bello?

Sua madre glielo ripeteva ogni anno, quando la mattina del #2novembre le svegliava presto, lei e sua sorella, anche se non c’era scuola.
Colazione, lavarsi e vestirsi: si andavano a trovare i nonni e quegli zii morti così presto, che quasi cominciavano a sbiadire nei ricordi.
Aveva già iniziato a non amare quegli obblighi così formali, ma sapeva che per i suoi genitori erano intrisi di valori ben radicati, di un affetto che non era morto insieme ai loro cari e di un dolore che veniva sopito solo facendo loro visita.
In silenzio, quindi, ed ancora assonnata, provava ad accettare di buon grado quel destino beffardo che aveva puntato la sveglia presto anche se non c’era scuola.
Le scarpe di cuoio, il vestito ‘elegante’ e la pioggia che non mancava mai, degno completamento della mestizia generale.
Lapidi tirate a lucido, illuminate e ricche di fiori; cappelle di famiglia aperte per facilitare il viavai di persone e l’incontro con persone che poco si frequentavano durante il resto dell’anno.
Quasi stentava a riconoscere fosse lo stesso luogo visto la domenica prima quando dopo la Messa, come consuetudine di ogni domenica, si andava al cimitero per un breve saluto a chi non c’era più.

Eppure lei il cimitero, un luogo del quale non aveva mai avuto paura, lo preferiva nelle domeniche e nei giorni normali, quelli in cui c’era pochissima gente e ci si passeggiava all’interno.
C’erano lapidi nuove, quasi ogni settimana, di chi in età diversa lasciava la Terra per volare in Cielo e c’erano le lapidi che lei conosceva a memoria.
Chissà quali storie nascondevano quelle foto, chissà se c’era qualcuno che pregava per loro.
Nei giorni normali non c’erano luci né fiori ad abbellire.
La polvere e i fiori secchi raccontavano che da un po’ non si passava a far visita ai propri cari…ma non per cattiveria o per mancanza d’amore.
Paradossalmente, nei giorni normali, era proprio nei cimiteri che più si celebrava la vita che corre.

Da adolescente c’era stato un periodo di totale rifiuto nei confronti delle tradizionali visite al cimitero. Sua madre in particolare, nonostante l’esplicito disappunto, aveva dovuto accettarlo dopo numerose discussioni.
Ogni anno ci riprovava a convincerla a cambiare idea, ma niente.
Lei si alzava presto, si vestiva un po’ meno a festa, ma faceva altro e al cimitero dai suoi cari ci andava magari nei giorni successivi.

Adesso che è diventata grande e che vive in un’altra città, ripensa a quei ricordi con un sorriso.
Adesso che il Giorno dei Morti non è più un giorno ‘rosso’ sul calendario (e che dovrebbe tornare ad esserlo, perché quella dei morti è una celebrazione non solo religiosa) e che le persone care ad essere andate via sono aumentate, forse non avrebbe alcun problema ad andare al cimitero con i suoi, come quando era bambina.
Ma senza l’abito della festa.

Come in un romanzo…anzi molto di più! [Buon compleanno Zia!]

Tag

, , , , , , ,

zia

mia sorella, mia zia e me in uno dei memorabili compleanni di zia Rosetta

 

E’ una donna adulta, nubile, che contrastando le più rigide regole sociali vigenti ha scelto il contrario di ciò che da lei ci si aspetterebbe, anteponendo ideali e convInzioni a sciocche convEnzioni.
Conosce perfettamente le regole ma ancor meglio sa come infrangerle con classe.
Nella maggior parte dei casi ha scelto di non sposarsi e tanto meno di aver figli, ma non certo per mancanza d’amore. Nonostante ciò, il destino non manca di mettere sulla sua strada persone di cui doversi prender cura, e spesso sono proprio bambini o giovani.
Importa poco che abbia con loro legami di sangue, saprà costruire con tutti dei forti legami di cuore.

Di bell’aspetto, sempre alla moda, colta, realizzata, la sua casa è piena di grandi meraviglie.
E’ una compagnia perfetta per chiunque, a patto che non le si neghi quella quotidiana dose di solitudine per lei fondamentale.
Bisogna lasciarla libera di viaggiare e scoprire il mondo, per poi vederla tornare ancor più felice di riabbracciare chi ama, con le valigie piene di regali e la bocca piena di racconti.

E’ opportuno sceglierla come alleata in battaglia, perché esserle nemica è una delle peggiori sciagure che ti possa capitare e se vuoi scontrarti con lei, assicurati che le tue argomentazioni siano tante e valide: tollera gli scontri solo se costruttivi e si apre ad un’opinione diversa dalla sua se quest’ultima è sostenuta con forza e decisione.

Da lei riceverai sicuramente le più severe ramanzine –esposte con una dialettica degna dei migliori oratori dell’antichità- ma rigorosamente in privato: davanti al ‘nemico comune’ sarà tuo fedele alleato.

Il migliore avvocato sulla piazza, una banca sempre aperta, il più sopraffino degli chef: per qualsiasi esigenza, lei c’è! Come una madre ma meglio di una madre: ti ricorda che avrai sempre un nido a cui tornare mentre ti da un calcio in culo per vederti volare.
Ti insegnerà l’autonomia e l’indipendenza come una moderna suffragetta, ricordandoti che puoi essere ciò che vuoi ma che è anche giusto lasciarsi guidare da un Dio-Destino che forse sa qual è la strada per te migliore.

Affronterà il dolore e la stanchezza con dignità, disdegnando la sterile autocommiserazione delle più fragili donnicciuole.
E per dimostrare a se stessa che non è poi così vecchia, inizierà e porterà a termine imprese titaniche che solo a pensarle farebbero stancare chiunque…ma non lei!

Più di tutto sarà portatrice sana di allegria e di risate e testimone certa di un’ironia con cui guarda se stessa e il mondo con leggerezza e benevolenza, perché la perfezione non esiste –lei lo sa- ed è bello così.

Nei romanzi classici e nei vecchi film in bianco e nero è la #zia.
Sia essa legata ai protagonisti della storia da un legame di sangue o di cuore, è colei senza la quale non riusciresti a toglierti dai pasticci.

La nostra più grande fortuna è stata –ed è- quella di aver avuto una zia così, degna di un romanzo…anzi, molto di più!

BUON COMPLEANNO, ZIA ROSETTA!
Ti vogliamo bene,
Marghe e Imma.

Harry Potter e la maledizione dell’erede

Tag

, , , , , , , , ,

C’ero anche io durante la notte bianca che molte librerie Feltrinelli italiane hanno organizzato per celebrare l’uscita di Harry Potter e la maledizione dell’erede.
Un’oretta di fila, sul finire della giornata del mio compleanno.
Non avrei potuto festeggiare in maniera diversa e anche MrF che odia- odia profondamente!- le file, non ha potuto dirmi di no.

Attendevo il libro da quando, a maggio scorso, ne hanno pubblicato in Italia la versione inglese preannunciandone così quella italiana. L’ho divorato in due serate,  mentre a gambe incrociate sul divano bevevo un infuso e mi immaginavo in una delle Sale delle Case di Hogwarts.

14794105_10210906063195858_301605016_n

Harry Potter e la maledizione dell’erede è stato definito l’ottavo capitolo della storia del maghetto più famoso al mondo, ma è ben altro.
Chi, come me, ha letto e riletto gli altri 7 libri scritti dalla Rowling, ritroverà ne La maledizione dell’erede moltissimi dettagli delle storie precedenti e potrà fare anche un ripasso di ciò che è stato.
Ma se non avete letto mai prima d’ora alcun libro di #HarryPotter, non temete: riuscirete lo stesso a seguire la storia.
Forse, è vero, godrete meno dei dettagli, ma non risulterà difficile seguire la narrazione.

Narrazione…già.

Il tasto dolente di quest’ottavo Harry Potter è proprio la forma narrativa dello #scriptbook.
Se non lo sapete ancora, ma mi sembra strano, ve lo dico io: Harry Potter e la maledizione dell’erede non è un romanzo ma una sceneggiatura teatrale scritta da John Tiffany e Jack Thorne e basata su una storia originale di J.K. Rowling.

Ma se c’è una storia originale, cara la mia Rowling, non potevi pubblicarla sotto forma di romanzo come hai fatto in passato?
Per quanto la storia narrata non perda di attrattiva, gli amanti delle belle descrizioni dei precedenti capitoli della saga dovranno rassegnarsi ad uno stile ben più asciutto con una nettissima prevalenza di dialoghi.

Harry Potter ha poco meno di quarant’anni e il suo secondogenito Albus Severus si appresta a partire per il primo anno ad Hogwarts.
Albus è così diverso dai suoi fratelli –James e Lily- e si sente molto diverso anche da suo padre Harry, della cui fama sembra portare sulle spalle tutto il peso.
La diversità che Albus sente, si palesa quando il Cappello Parlante lo assegna ai Serpeverde e quando proprio in questa Casa trova il suo migliore amico, Scorpius Malfoy.
Ci vorrebbe una Giratempo per cancellare un po’ della fama di Harry Potter e alleggerire le responsabilità che Albus sente, così pesante da sembrare quasi una maledizione…

Gli affezionati lettori ritroveranno tutti i personaggi della saga di Harry Potter.
Alcuni di essi, cresciuti e cambiati, sono ora il futuro del mondo magico; altri sono parte integrante della magia e delle mura di Hogwarts.
Tutti, indistintamente, paladini del Bene.

#Mommydolls, stile italiano per madri e figlie.

Tag

, , , , , , , , , , , ,

Pensate al Natale, alla notte di Capodanno, a quella cerimonia cui dovete partecipare, al vostro compleanno da festeggiare.
Se vi state chiedendo ‘Cosa mi metto?’ andate su
http://www.mommydolls.com ed entrate nello shop!

Sono sicura che Annalisa e le sue creazioni hanno quello che fa per voi.
Vi aiuteranno ad essere uniche nei vostri giorni speciali.

Ho scritto così, di getto, qualche giorno fa su Fb per condividere la nascita di un bel progetto tutto al femminile.

Oggi ve lo racconto meglio.

Annalisa è la mente e il cuore di #Mommydolls, un brand tutto Made in Italy nato da qualche giorno e destinato a crescere.

#Mommydolls è il sogno diventato realtà di una giovane e creativa imprenditrice campana che realizza il desiderio di qualsiasi figlia: potersi vestire come la sua mamma.

La moda coordinata madre-figlia, che impazza negli ultimi anni, viene declinata secondo la creatività e il gusto tutto italiano e si veste a festa per i momenti speciali, per le occasioni da ricordare, o per un ricercato street-style.

14550689_10210758924797490_1480110830_o   14572593_10210760545958018_792945078_o

#Mommydolls, crea abiti  e accessori coordinati madre-figlia in limited edition, puntando sulla ricercatezza dei tessuti, la sartorialità dei tagli e l’esclusività dei prodotti.

Tutto è realizzato a mano -e in Italia- dalle sapienti mani dei nostri maestri artigiani, quelli che tutto il mondo ci invidia.

14542824_10210760520877391_1392879402_n

Su http://www.mommydolls.com, di facile fruibilità, troverete tutte le informazioni che cercate.

Annalisa, che vedete in veste di modella insieme alla sua bellissima Sofia per questa prima collezione, cura personalmente tutte le fasi di realizzazione delle sue creazioni, mescolando sapientemente la sua esperienza imprenditoriale ad un’ innata creatività.

E se quello che desiderate non è ancora stato realizzato ma è ben chiaro nella vostra testa, correte nella sezione Wear Your Dream.

Compilando il form predefinito potrete aiutare Mommydolls a contattarvi e a realizzare il vostro desiderio.

E’ questo il vero non plus ultra di Mommydolls!

Ora tocca a voi, mamme, zie, nonne, fare shopping insieme alle vostre bambine!

E restate aggiornati attraverso la pagina Facebook e il profilo Instagram ufficiale del brand.

 

 

DISCLAIMER: Le fotografie, i testi e la grafica, presenti su questo sito sono protetti ai sensi delle normative vigenti sul diritto d’autore, sui brevetti e sulla proprietà intellettuale.

‘Io prima di te’, il libro.

Tag

, , , , , , , , , ,

IMG_20160814_174304

 

Come va questo lunedì di ripresa?

Io ricomincio tutto, con lentezza ma ricomincio.
Anche il blog riapre e per un’ inizio al meglio, vi racconto una delle mie letture estive, perfette anche per questa coda d’estate.

Fra i libri che ho messo in valigia per Creta –viaggio di cui vi parlerò presto-, c’è stato anche il famosissimo bestseller #IoPrimaDiTe di Jojo Moyes.
Uscito in Italia a gennaio 2013, ne ho visto subito le grandi pile in libreria ma l’ho sempre un po’ ignorato perché non è il mio genere di lettura.
Ma giovedì 1 settembre esce il film in Italia, come da oltre due mesi ci ricorda incessantemente ogni tipo di pubblicità, ed andrò a vederlo: sono troppo curiosa di osservare come se la cava la ‘madre dei draghi’ Danaerys (se non seguite Il trono di spade non potrete capire, sorry!) al cinema.

Louisa ha 26 anni e vive in una piccola cittadina di provincia. Ha una famiglia, un fidanzato, un lavoro nel Cafè della città. Quando però il Cafè chiude e lei si ritrova senza lavoro, una delle sue certezze vacilla e le tocca ricominciare. All’agenzia per l’impiego Lou non sa dire cosa davvero sa –e vuole fare-, così si ritrova a provare strani lavori.
L’ultimo, fra tutti, la vuole come badante di un tetraplegico.
Lou, rassegnata e disperata, accetta.
Il suo ‘lavoro’ si chiama Will, è paralizzato dal collo in giù, scorbutico, taciturno e…giovane.
Will non è, infatti, il solito vecchietto ma un bell’uomo di 35 anni.

Bene, se siete un po’ avvezzi come me alle storie, probabilmente lo sviluppo della vicenda non vi sarà difficile da immaginare. Se siete delle inguaribili romantiche, poi, vi si starà già scatenando la fantasia.
Per quanto Io prima di te non sia proprio il mio genere di lettura, devo ammettere che non mi sono pentita di averla affrontata.
Ho letto le 396 pagine in due giorni anche se ho trovato la prima metà della narrazione un po’ lenta.
Lou e Will sono due personaggi agli antipodi che si guardano con diffidenza senza risparmiarsi battute al vetriolo, che rendono vivaci i dialoghi e non eccessivamente smielata la trama.
Il centro della storia, però, non sono loro ma l’ handicap di Will, che in alcuni passi viene trattato con la franchezza, la sincerità e la realtà con cui dovrebbe sempre essere trattato.
Vi ho incuriosito?

Buona lettura e buona visione.