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cambiodistagione

Domenica pomeriggio uggiosa e piovosa.
La prima di questo lungo e strano autunno, che ci regala giornate come se fosse primavera per poi riempirci le mani e gli occhi di enormi goccioloni umidi.
Ad averci le amiche di sempre più vicine, avrei organizzato una jam session di chiacchiere, inciuci e manicure su sfondo di thè e cioccolata calda.
Ma oggi non si può.
Colgo la palla al balzo, mi faccio (molto!) coraggio e decido di proseguire col cambio di stagione.
Lo odio! Ma, d’altronde, chi lo ama?
E quest’anno poi, causa impegni che si accavallano e pochissimo tempo a disposizione, lo sto facendo a tappe.
Ho già passato in rassegna le scarpe e per la prima volta, dopo anni, sono autorizzata a comprarne di nuove…non vedo l’ora!
Maglie, cardigan e maglioni sono stati riposti accuratamente la scorsa primavera, quindi mi è toccato solo liberarli dall’involucro protettivo, e mi è bastato spostare i pantaloni (non indosso gonne!) da un settore all’altro dell’armadio per passare da una torrida estate ad un glaciale inverno.
Resterebbero da passare in rassegna borse e sciarpe.
Uso il condizionale perché non ne ho molta voglia e non so se alla questo pomeriggio lo farò davvero.
Posseggo una quantità infinita di sciarpe -in tessuti, colori e dimensioni assai vari- e di borse che non riesco a buttare perché non si rovinano mai, essendo io meticolosissima nelle operazioni di lavaggio, pulizia e conservazione delle stesse.
Così passare in rassegna i sopracitati accessori è per me motivo di fatica…e dolore!
Ma capisco che è necessaria.
Fare #decluttering, cioè fare piazza pulita di ciò che è superfluo ed ingombrante, liberandosene definitivamente al fine di vivere più liberi, è quasi inevitabile durante il cambio di stagione e, per quanto sia faticoso e difficile, devo ammettere che è anche terapeutico…oltre che utile!
Rispuntano fuori cose dimenticate in fondo ai cassetti o agli armadi, delle quali avevi perso memoria e che, in qualche caso, sono tornate di moda proprio quest’anno.
Più spesso, ahimè, balzano agli occhi improbabili acquisti fatti in chissà quale momento di follia o attacco di shopping compulsivo, che a riguardarli anche oggi non ci si può fare a meno di chiedere quale demone si fosse impossessato di noi per farci compiere tale atrocità.
Il momento più difficile è quello in cui ci si deve liberare di qualcosa che ci ha accompagnato di stagione in stagione, segnando molti giorni della nostra vita, a cui si è molto affezionati e che non meriterebbe il bidone dell’immondizia se non per il fattore anzianità.
E’ come liberarsi di una persona di famiglia con la quale si è condiviso tanto, che non è poi così vecchia da non poterci accompagnare in altre mille avventure.
Se imparassimo, io per prima, a scindere i ricordi dagli oggetti ad essi legati, riusciremmo più facilmente a far spazio per il nuovo.
Qualche volta sono stata presa da raptus di follia improvvisa e mi sono sbarazzata senza pensarci troppo di cose che non mettevo, utilizzavo o volevo più.
E’ stato a dir poco liberatorio!
Non mi dilungherò sui piantarelli che in qualche caso hanno seguito i miei raptus (sono prevedibili anche se alquanto ingiustificabili), ma ci tengo a dirvi ciò che di bene ha seguito la mia follia: una sensazione di leggerezza, libertà e svuotamento come poche volte nella vita. Ero vuota come i miei cassetti e per questo pronta ad accogliere le novità…fuori e dentro l’armadio.
Spero accada anche oggi, come ricompensa all’impresa epica che sto per compiere invece di dedicarmi a qualcosa di meglio.
Se non altro, da domani sarò autorizzata a fare shopping!