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Una storia che non conosci
non è mai di seconda mano
è come un viaggio improvvisato
a chilometraggio illimitato

una storia in cui tu ti specchi
con i tuoi occhi da marziano
e come una lanterna magica
che non si ferma.

La Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore nasce nel 1996, patrocinata dall’UNESCO, con lo scopo di promuovere ed incoraggiare la lettura e valorizzare il contributo che gli autori danno al progresso sociale e all’umanità.

Mica facile!

In un tempo in cui tutto corre a suon di tweet e nulla sembra aver valore se non legato alla tecnologia, la lettura mi sembra davvero un gesto antico e lento. E lo dico da lettore forte, anzi fortissimo (se un lettore forte legge almeno un libro al mese, immaginate quanto leggo io che son ‘fortissima’).
Fortunatamente, però, i lettori non sono così pochi come sembra.
Ci sono molti più scrittori, è vero! Molti più libri in uscita (nelle librerie) che in entrata (nelle nostre vite), ma i lettori ancora ci sono e difendono il loro diritto alla lettura e il profondo piacere nel farlo.
C’è ancora chi sfoglia, annusa, segna, sottolinea, consuma pagine e pagine di carta (o di tablet), permettendo alla sua mente non solo di nutrirsi ma anche di godersi momenti tutti personali e speciali.

La lettura non va di moda soprattutto fra le nuove generazioni, lo sappiamo, ma se i ragazzi non leggono è al 90% colpa degli adulti, che impongono la lettura senza motivarla, scegliendo spesso titoli che non hanno nessun appeal sulle nuove generazioni e denigrando come libri di bassa qualità quelli che narrano le storie che più appassionano i ragazzi.

Ho quotidianamente a che fare con gli adolescenti, e quando ho desiderato far leggere loro un libro, ho adottato la tecnica dello scambio: lui/lei consigliava un libro a me ed io uno a lui/lei.
Ed è così che mi sono trovata a leggere l’intera saga di Twilight o il bestseller di John Greene Colpa delle stelle…ma è anche così che ho presentato ai miei giovani amici Salinger e Il giovane Holden, il Calvino delle sue belle Fiabe Italiane, le Piccole donne della famiglia March, Il Vecchio e il mare di  Hamingway o le mille avventure di Sandokan, di Moby Dick o Zanna bianca.
Alcuni di questi, mi direte, sono libri da infanzia e non da adolescenza. Non del tutto vero.
Questi sono classici che ogni lettore dovrebbe incontrare, per capire cosa gli piace e cosa meno, per affinare il proprio gusto letterario lasciandosi uno spazio aperto alla lettura anche di ciò che meno lo interessa.
Dallo scambio con i miei giovani amici, ho sempre guadagnato. Mi sono avvicinata al loro mondo e loro al mio, creando ponti che ad oggi non si sono rotti.
L’appassionato di vampiri, stregato da Twilight (non solo per la storia d’amore tra Edward e Bella), cui ho consigliato Dracula, mi ha restituito una chiacchierata entusiasta sulla genialità di Bram Stoker nello scrivere un libro così avvincente. Che gioia!

Sono da tempo, quindi, un’ inconsapevole #messaggerodellalettura, bellissima iniziativa promossa quest’anno in occasione della Giornata Mondiale del Libro. Iscrivendosi per tempo sul sito http://www.ioleggoperche.it, si aveva l’opportunità di ricevere un kit, contenente tra l’altro anche 20 copie circa di alcuni libri da regalare ai non lettori.

Ieri sera, nella serata che Rai 3 ha dedicato alla Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore, una bella prima serata intitolata #ioleggoperché e condotta da Pierfrancesco Favino (ecco il link per rivederla, se ve la siete persa http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ca2c006e-b810-4883-8450-a5f627bf8d0e.html), alcuni messaggeri hanno raccontato di essersi spinti in metropolitane, treni, parchi pubblici e scuole per regalare i loro libri e diffondere la lettura.

Le principali città italiane hanno, inoltre, dedicato molti eventi a questa giornata così importante.

Che io ricordi, è il primo anno in cui la Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore viene degnamente celebrata attraverso tutti i mezzi possibili.
L’hashtag #ioleggoperché, che ha dato il titolo anche alla trasmissione televisiva e all’evento di quest’anno, ha invaso i social network e ha costretto anche i lettori forti a chiedersi perché leggono e a testimoniarlo pubblicamente riportando, se desiderato, anche un passo del loro libro preferito.

Voi, amici lettori, ve lo siete mai chiesto #ioleggoperché?
Io mai, prima di ieri.
Perché la lettura è per me un gesto naturale come respirare, bere, passeggiare. Perché le storie mi piacciono da sempre, soprattutto se me le sanno raccontare, soprattutto quando mi fanno viaggiare.

Ah, ma forse è proprio per questo che io leggo.

I veri messaggeri nascono oggi, perché i libri sono importanti sempre. Ed è nostro l’arduo compito di farli conoscere, apprezzare e amare.

Buon lavoro, messaggeri!