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E’ tantissimo che non aggiorno il blog, ma lo scorso mese e mezzo è stato davvero di fuoco…e non solo per le alte temperature che Roma – e l’Italia in generale- stanno registrando. Ora che ho ripreso a respirare un po’, prometto di recuperare il tempo perso e riempirvi nuovamente di #capriolediparole.

Comincerò raccontandovi del #concerto di Jovanotti cui ho partecipato l’altro ieri, domenica 12 luglio, nella tappa romana del suo tour #Lorenzo2015CC.
Se non avete mai visto un suo concerto, fatelo!
Qui http://www.soleluna.com/tour trovate le prossime date e, se la fortuna vi sorride, magari qualche biglietto ancora c’è!

Jovanotti è stato il primo artista che ho ascoltato dal vivo, nel 2002, trascinata dai miei amici che andavano tutti al suo concerto. Ricordo che le percussioni della sua L’ombelico del mondo mi entrarono nello stomaco come uno di quei potentissimi pugni che ti costringono a saltare all’ indietro per incassalo al meglio. A tanti anni di distanza, provo ancora lo stesso effetto…bellissimo.
Da allora non perdo nessuno dei suoi concerti, dei veri e propri spettacoli che si evolvono assieme a Lorenzo, segnando tappe importanti della sua vita e anche della mia.

L’altra sera all’ #Olimpico eravamo circa 70000…settantamila persone che hanno trasformato, guidati da un abile Dj come Lorenzo, uno stadio in una discoteca a cielo aperto. Ho visto bambini, giovani, anziani e pancioni ballare a ritmo di musica e cantare a squarciagola le sue canzoni.
Una tribù che balla, insomma!
E nessun artista riesce ad essere così coinvolgente.
I concerti del Jova nazionale sono una vera e propria botta di energia.
Te ne freghi del caldo, del sudore, della voce che va via a furia di cantare, del fatto che non sai ballare…
Ti lasci trasportare e con Lorenzo cavalchi l’onda del passato da ricordare, del presente da vivere e del futuro da inventare.
Per uno spettacolo di oltre due ore, Il mondo è tuo.
E a trent’anni, quando non è facile pensare così Positivo, con Le tasche piene di sassi e la faccia sporca di Fango, non è mica poco!
Quest’anno lo spettacolo ha un’allure decisamente futuristica, ma non asettica come le classiche ambientazioni spaziali.
E poi dietro ad un’immagine ‘di latta’, il sentimento che caratterizza le canzoni di Jovanotti si esprime comunque prepotentemente, facendo pulsare il cuore al ritmo della batteria che Gareth Brown suona magnificamente.
La band è pazzesca nella tecnica come nel look, curato fin nei dettagli, e segue alla perfezione L’Astronauta Jovanotti nelle sue mille evoluzioni su e giù dal palco.
Saturnino, fedele compagno e buon amico, non manca neanche stavolta.
Così come non mancano i numerosi spunti di riflessione che colpiscono il pubblico attraverso tutti i sensi.
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, come sempre lo mette in scena Lorenzo, e lo esalta con costumi scintillanti che portano la firma di Costume Nationale e Valentino. Lustrini, paillettes e frange lo fanno brillare a tal punto che non si ha difficoltà a vederlo nitidamente, ad occhio nudo, anche dai posti più lontani.
Un grande maxischermo proietta immagini dai colori vivaci e nitidi, che anche i bambini apprezzeranno -fidatevi- per la schiettezza del messaggio che vogliono trasmettere.
Alternando momenti di pura energia ad attimi che sembrano dare vita ad una lunghissima Serenata rap, Jovanotti non manca in nulla.
Lo spettacolo coinvolge, entusiasma, scatena, libera così tanto che L’estate addosso te la senti davvero.
Emoziona e commuove Come musica solo sa fare.
Grazie Lorenzo!
Anche quest’anno, Ti porto via con me.

p.s. le foto che vedete sono in parte prese dal web (se digitate #jovaroma su Instagram ne potrete vedere moltissime) e in parte un regalo di Angela, che era con me l’altra sera all’Olimpico. Grazie!