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Le critiche e le polemiche che precedono un grande evento sono parte fondamentale dell’evento stesso. Che io mi ricordi, non c’è stato evento nazionale, internazionale o mondiale che non sia stato preceduto da valanghe di chiacchiere. A volte fondate e giuste, altre meno. Sicuramente espresse a gran voce e con ‘generosità’ anche da chi farebbe meglio a tacere, perché come sempre ci si riempie la bocca più volentieri di critiche che di entusiasmo.

E’ stato così anche per #Expo2015, che vede nelle prossime le sue ultime tre settimane di apertura, di esistenza.
Sono tornata ieri da una toccata e fuga milanese solo per Expo.
E sono entusiasta!
Sarei rimasta volentieri a Milano ancora per qualche giorno, per poter tornare a visitare i tanti padiglioni che non sono riuscita a vedere e per poter godere ancora di quell’aria festosa che ho respirato lo scorso sabato, in una Milano piena di sole.

Nei già trascorsi 5 mesi, si è creata una sorta di classifica circa i padiglioni imperdibili di questa Expo2015; fra essi spiccano il Giappone, gli Emirati Arabi Uniti e il Kazakistan. Poiché, però, le file di attesa per questi padiglioni oscillano fra le 4 e le 7 ore (e gli Emirati non garantiscono più neanche il fast track), io vi consiglio di dedicarvi anche agli altri paesi, ché non vale la pena spendere un’intera giornata per visitare un unico padiglione.
L’#Expo apre alle 9 del mattino, pertanto sveglia presto e cercate di essere in fila prima dell’apertura così da essere fortunati, come lo siamo stati io ed i miei amici, ed accedere al #PadiglioneZero già verso le 9.15, senza aver fatto neanche un minuto di fila.

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Expo 2015 comincia qui

L’enorme libreria a cassetti che vi accoglie indica che la cultura è di tutti, sottolinea che il sapere deve essere accessibile a chiunque. Percorretelo poi, come in una passeggiata, e toccate con mano i cambiamenti della società nel corso dei secoli, non solo in campo alimentare, ma anche in ambito lavorativo ed urbano.

Anche il mio accesso al #PadiglioneBahrain è stato velocissimo ed è stato bello passeggiare attraverso dieci orti botanici, ciascuno dei quali decorato da piante che danno frutto nei diversi mesi di Expo.
Non uscite da questo padiglione senza aver assaggiato il gelato ai datteri e allo zafferano (come mi ha suggerito la mia amica Federica): un’esplosione di gusto che ha conquistato anche me, poco amante dei datteri.

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gelato datteri e zafferano

Passeggiate lungo il decumano centrale, osservate le architetture dei vari padiglioni, alcune delle quali davvero spettacolari, sentitevi parte della folla che si muove in tutte le direzioni e continuate ad assaggiare qualche sapore del mondo. Il mio consiglio è questo, infatti: niente pasti abbondanti ma piccoli assaggi dal mondo.

In #Irlanda sarà la produzione sostenibile a farla da padrone. Conoscerete le tecniche che questa terra utilizza per garantire una produzione ‘green’ che salvaguardi territori ed animali. Dedicate qualche minuto all’ascolto delle severe procedure con cui l’Irlanda garantisce la sostenibilità della sua filiera produttiva: un vero esempio per tutti. Se vi viene voglia di #fishandchips evitate (non è fra i migliori) e magari concedetevi un sorso di Guinness.

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Il #PadiglioneIsraele mi ha conquistato anche emotivamente, oltre che per la bellezza del giardino verticale che si ammira al suo esterno, e l’ora e mezza di fila è ben valsa la pena.

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giardino verticale all’esterno del padiglione

Ho imparato che devo dire grazie ad Israele per i pomodori ciliegino che amo tanto e per molte delle tecniche di coltivazione che consentono di far nascere frutta e verdura anche nelle zone più aride e che saranno la base dei Fields of Tomorrow in tutto il mondo. Il tutto è illustrato in maniera facile e diretta al punto tale che anche un bambino riesce con facilità. Guida speciale per questo viaggio è la bella attrice Moran Atias.
Prima di lasciare Israele, fermatevi all’ Israeli Picnic e mangiate i deliziosi #falafel che potrete acquistare al suo interno.

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falafel

E se vi viene sete, e siete amanti dei vini, andate al padiglione di #Vinitaly ed acquistate la card che vi permetterà la degustazione di tre dei numerosi vini presenti e perdetevi alla scoperta dei colori del vino.

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i colori del vino

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mio viaggio ad Expo2015 si conclude nel #PadiglioneGermania. Si preannunciavano ben 3 ore di fila ma io e i miei compagni d’avventura abbiamo rischiato e ce la siamo cavata con solo un’ora e quaranta minuti.

La Germania ha creato un bellissimo padiglione interattivo, in perfetta sintonia con i Fields of Ideas, concept del Paese per questo Expo2015. Il padiglione ha conquistato grandi e piccini ed è stato bello vederli ‘giocare’ insieme con le seeboards che vengono fornite all’ingresso (e che si possono portare a casa) e che attivano la passeggiata.

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la mia seeboard

Non uscite senza aver partecipato al Be(e) Active Show che chiude in maniera movimentata una visita altrettanto dinamica.

Alle 12.30 e alle 16 non perdetevi la sfilata di #Foodie, mascotte di Expo2015, e dei suoi amici. Godetevela, anche se non siete dei bambini.
E tenete sempre un occhio puntato all’ #AlberoDellaVita: sarà bellissimo vederlo illuminato a partire dalle 20.30, ma anche vederlo fiorire nel pomeriggio vi lascerà senza fiato.

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Se, prima di uscire, doveste aver voglia di un dolcino, concedetevi un #ChocoKebab e lasciate stare i #churros. Per quelli, andate a Madrid.

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Expo2015 merita un a visita.

Fregatevene dei detrattori e dei criticoni: se avete voglia di andarci non fatevi scoraggiare.
Davvero non ve ne pentirete!