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Ieri sera la Rai ha proposto -finalmente- un bellissimo film, che avevo già avuto occasione di vedere e che ho rivisto volentieri.
Amo il cinema, e da qualche anno sono particolarmente critica con le reti nazionali che troppo poco spazio gli concedono…un tempo c’era il #lunedìcinema di raiuno, che chissà dov’è finito…
Ma non defocalizziamoci.

Il #film in questione è #TheHelp (L’aiuto), trasposizione cinematografica del bellissimo #romanzo di Kathryn Stockett, pubblicato nel 2012 da Mondadori.

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la copertina del libro

Nel 1962 Eugenia ‘Skeeter’ Phelan torna a Jackson, nel Mississippi, dopo essersi laureata.
Tutte le sue amiche di infanzia sono già mogli e madri, perfettamente calate in una realtà borghese predefinita e predeterminata dalle convenzioni della società.
Skeeter, al contrario, sogna la scrittura e in attesa di avere una possibilità con una prestigiosa casa editrice di New York, comincia a fare un po’ di gavetta nel giornale locale rispondendo ad una rubrica di economia domestica.
L’esperienza, non certo esaltante, e gli impegni mondani cui le vecchie amiche la invitano -e ai quali partecipa malvolentieri- si rivelano per lei, però, terreno fertile dal quale trarre frutto.
Tra una partita e l’altra di bridge a casa di Hilly, mentre quest’ultima è intenta a trovarle un buon partito da sposare, Skeeter fa la conoscenza di Aibileen, domestica di colore della sua amica.
L’atteggiamento con cui Aibileen viene trattata da Hilly e dalle altre donne bianche della comunità, cozza ben presto con Skeeter e col suo modo di vedere le cose, proprio negli anni in cui ci sono i primi fermenti contro le differenze razziali.
Ed ecco l’illuminazione: riscrivere la storia di quegli anni dal punto di vista delle donne di colore, aiuto domestico indispensabile alle donne bianche, spesso inadatte a svolgere il ruolo di moglie e, soprattutto, di madre.
Aibileen non si lascia convincere da subito, impaurita dalle ripercussioni che la sua vita e il suo lavoro potrebbero avere, ma Skeeter non molla e riesce a farsi raccontare la sua storia.
Dopo l’ennesimo ed ingiusto licenziamento anche Minny, amica di Aibileen ed ex domestica di Hilly, entra a far parte del progetto. Proprio dalla sua bocca, usciranno i racconti più scabrosi e divertenti sulla piccola cittadina.
Quando Miss Stein, editrice newyorkese, riceve da Skeeter le prime bozze del suo lavoro, ne resta piacevolmente colpita e invita la giovane a coinvolgere nel progetto molte più donne.
Non è facile per Skeeter, Aibileen e Minny, che ormai lavorano come una vera squadra, coinvolgere altre cameriere; sarà loro tristemente favorevole un increscioso fatto di cronaca: il brutale assassinio di Medgar Evers, attivista per i diritti degli afroamericani.
Aumentano così le voci e le parole.
Il libro va in stampa, con nomi e ambientazioni ben diversi dall’originale, e ha ben presto gran numero di lettori.
Ma come affronteranno le cameriere afroamericane di Jackson la quotidianità dopo un così grande successo?
E quale sarà il futuro di Skeeter in una cittadina borghese della quale non ha mai davvero fatto parte?

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un’immagine del film

Non vi svelerò altro, lasciandovi il piacere di leggere il libro e guardare il film.

Entrambi toccanti, sono altresì ironici e pungenti, proprio come le cameriere che ne sono protagoniste.
Donne fiere che non si lasciano abbattere dalla loro condizione subordinata al ‘mondo bianco’ nel quale vivono.
Sebbene, infatti, siano costrette a subire ingiustizie ed angherie, Aibileen e le altre non perdono mai la loro dignità e scelgono di non ribellarsi apertamente ai padroni solo perché la società non è pronta a riconoscer loro la ragione che meritano.

Bravissima Emma Stone, che da vita alla giovanissima Skeeter, la cui diversità dalle sue amiche viene accentuata non solo da parole e atteggiamenti ma anche da un’immagine completamente diversa.
Altrettanto brava è Jessica Chastain che, in un’insolita versione bionda, da corpo a Celia Foote, soggetta all’ invidia delle donne bianche per aver sposato lo scapolo d’oro di Jackson, e capace di alleanza e solidarietà con le domestiche.
Viola Davis e Octavia Spencer, rispettivamente Aibileen e Minny, sono però le mie preferite, per aver dato corpo e cuore ai due personaggi chiave di un libro che ho molto apprezzato e che vi consiglio.

Buona lettura,
Marghe

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