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“Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli e i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina…per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni”.

Il proclama del Governatore del Massachussets recitava così nel 1623, anno del primo #ThanksgivingDay.
E i coloni, quel giorno, ringraziarono per un raccolto fruttuoso ottenuto grazie all’aiuto dei nativi americani, che insegarono loro quali colture fossero più adatte al territorio.
La festa si diffuse nei secoli, ma solo nel 1789 George Washington proclamò la festa nazionale in tutti gli stati.

Prima che i criticoni storcano il muso, preciso che il Thanksgiving è una festa di origine cristiana, quindi religiosa.
A me, a dire il vero, importa poco la provenienza: le belle feste meritano di essere celebrate e il Thanksgiving lo è.
Non avete nulla per cui ringraziare? Non ci credo!
Nessuna scusa perciò e oggi trovate cinque minuti e ringraziate, su!

Se, poi, volete fare le cose per bene e ne avete il tempo, invitate parenti e amici a casa ed organizzate una bella cena tutti insieme.
Sul sito di Laurel Evans–Un’americana in cucina (http://unamericanaincucina.com/2015/11/thanksgiving-ricette/) troverete le ricette per preparare le pietanze tradizionali del #ThanksgivingDinner, ma sono convinta che anche qualcosa di meno tradizionale, più semplice e magari più conforme ai nostri gusti andrà benissimo.
L’importante è condividere e ringraziare.

Due consigli fondamentali:
-indossate un look poco formale, è un giorno di festa ma è una festa familiare, quindi non c’è necessità di outfit troppo ricercati e costruiti
-se siete ospiti di amici, non presentatevi a mani vuote ma scegliete un regalo poco impegnativo e fatto col cuore.
Per Mr F.
Per la mia famiglia
Per i miei amici
Per le passioni che ancora mi animano
Per un po’ di incertezza che quotidianamente mi sforzo di trasformare in opportunità

Per tutto questo, I’m giving Thanks.