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Mia sorella, fra le persone che conosco, è quella che ama maggiormente Napoli.
Oserei dire che, quando è nella ‘città del sole’, lei addirittura migliora!
Le si distendono i tratti del viso, sorride spesso e tutto diventa bello. Se solo l’avessi scoperto prima di andar via di casa, mi sarei risparmiata anni di grugniti e musi lunghi…hahahaha.
Come si dice, meglio tardi che mai!
E per aumentare l’effetto benefico che Napoli esercita su di lei, le ho chiesto di diventare per un giorno contributor del mio blog e di recensire il film #TroppoNapoletano.
Ha accettato subito (potere di Napoli o affetto per me?), quindi ecco oggi per voi le sue capriolediparole

 

troppo_napoletano(1)

 

Non so di preciso che augurio sia quando le zingare appostate fuori i cimiteri (del Sud) ti vedono passare e ti dicono “frisc all’anima” (solitamente dei defunti), ma ho sempre immaginato che l’anima torni a respirare e si riempia di aria buona come un palloncino. Bene, credo che la mia anima si “rinfreschi” tutte le volte che c’è Napoli di mezzo…anche se proiettata sul grande schermo.
#TroppoNapoletano è un film bellissimo, verace e profumato come una pizza, frizzante come il caos dei Quartieri (spagnoli, ndr.) e l’aria del lungomare.
Ve ne devo parlare, assolutamente!
Debora (Serena Rossi) è la giovanissima e bellissima mamma, single più che vedova, dello scugnizzo Ciro (Gennaro Guaccio), ‘arancino aspirante suicida’ con le radici ben piazzate nella Napoli-Napoli e la vita dislocata a Posillipo, tra i ‘chiattilli’ del quartiere signorile del Vomero.
A causa di un maldestro equivoco (il tentato suicidio di Ciro, appunto) nasce l’incontro con Tommaso (Luigi ‘Gigi’ Esposito), timido e ‘polveroso’ psicologo della scuola elementare, la cui vita sarà sconvolta (o forse semplicemente ‘riassettata’) dall’affascinante quanto premurosa Debora.
Uscito nelle sale ad inizio aprile, prodotto da Alessandro Siani e con la regia di Gianluca Ansanelli, nel cast spiccano Serena Rossi, Gigi &Ross e il piccolo (grande) Gennaro Guazzo, #TroppoNapoletano è il classico film tutto da ridere, ma non nell’accezione comune!
Non è una trovata comica, non è intervallato da battutine costruite ad hoc.
Dura 95 minuti e riderete per 95 minuti…forse anche 96
Con una buona dose di scene ambientate a Posillipo e una storia dolce della Napoli vera, fatta di suoni, colori e contraddizioni ironiche, #TroppoNapoletano merita di sbancare al botteghino e, concedetemelo, sono convinta che anche le altre regioni coglieranno il senso del film, in cui per la prima volta nessun attore –perché troppo napoletani davvero- ha storpiato il dialetto di questa bellissima città.
Quindi se vi sentite anche solo vagamente napoletani o siete curiosi, dovete entrare in sala.
Di sicuro ne uscirete Troppo Napoletani!

Non so voi, la Sister mi ha convinta.
E visto che a Napoli non vado da un po’, mi godrò attraverso il film quell’atmosfera che tanto manca a chiunque ci passi, anche solo per un giorno.