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Come va questo lunedì di ripresa?

Io ricomincio tutto, con lentezza ma ricomincio.
Anche il blog riapre e per un’ inizio al meglio, vi racconto una delle mie letture estive, perfette anche per questa coda d’estate.

Fra i libri che ho messo in valigia per Creta –viaggio di cui vi parlerò presto-, c’è stato anche il famosissimo bestseller #IoPrimaDiTe di Jojo Moyes.
Uscito in Italia a gennaio 2013, ne ho visto subito le grandi pile in libreria ma l’ho sempre un po’ ignorato perché non è il mio genere di lettura.
Ma giovedì 1 settembre esce il film in Italia, come da oltre due mesi ci ricorda incessantemente ogni tipo di pubblicità, ed andrò a vederlo: sono troppo curiosa di osservare come se la cava la ‘madre dei draghi’ Danaerys (se non seguite Il trono di spade non potrete capire, sorry!) al cinema.

Louisa ha 26 anni e vive in una piccola cittadina di provincia. Ha una famiglia, un fidanzato, un lavoro nel Cafè della città. Quando però il Cafè chiude e lei si ritrova senza lavoro, una delle sue certezze vacilla e le tocca ricominciare. All’agenzia per l’impiego Lou non sa dire cosa davvero sa –e vuole fare-, così si ritrova a provare strani lavori.
L’ultimo, fra tutti, la vuole come badante di un tetraplegico.
Lou, rassegnata e disperata, accetta.
Il suo ‘lavoro’ si chiama Will, è paralizzato dal collo in giù, scorbutico, taciturno e…giovane.
Will non è, infatti, il solito vecchietto ma un bell’uomo di 35 anni.

Bene, se siete un po’ avvezzi come me alle storie, probabilmente lo sviluppo della vicenda non vi sarà difficile da immaginare. Se siete delle inguaribili romantiche, poi, vi si starà già scatenando la fantasia.
Per quanto Io prima di te non sia proprio il mio genere di lettura, devo ammettere che non mi sono pentita di averla affrontata.
Ho letto le 396 pagine in due giorni anche se ho trovato la prima metà della narrazione un po’ lenta.
Lou e Will sono due personaggi agli antipodi che si guardano con diffidenza senza risparmiarsi battute al vetriolo, che rendono vivaci i dialoghi e non eccessivamente smielata la trama.
Il centro della storia, però, non sono loro ma l’ handicap di Will, che in alcuni passi viene trattato con la franchezza, la sincerità e la realtà con cui dovrebbe sempre essere trattato.
Vi ho incuriosito?

Buona lettura e buona visione.