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C’ero anche io durante la notte bianca che molte librerie Feltrinelli italiane hanno organizzato per celebrare l’uscita di Harry Potter e la maledizione dell’erede.
Un’oretta di fila, sul finire della giornata del mio compleanno.
Non avrei potuto festeggiare in maniera diversa e anche MrF che odia- odia profondamente!- le file, non ha potuto dirmi di no.

Attendevo il libro da quando, a maggio scorso, ne hanno pubblicato in Italia la versione inglese preannunciandone così quella italiana. L’ho divorato in due serate,  mentre a gambe incrociate sul divano bevevo un infuso e mi immaginavo in una delle Sale delle Case di Hogwarts.

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Harry Potter e la maledizione dell’erede è stato definito l’ottavo capitolo della storia del maghetto più famoso al mondo, ma è ben altro.
Chi, come me, ha letto e riletto gli altri 7 libri scritti dalla Rowling, ritroverà ne La maledizione dell’erede moltissimi dettagli delle storie precedenti e potrà fare anche un ripasso di ciò che è stato.
Ma se non avete letto mai prima d’ora alcun libro di #HarryPotter, non temete: riuscirete lo stesso a seguire la storia.
Forse, è vero, godrete meno dei dettagli, ma non risulterà difficile seguire la narrazione.

Narrazione…già.

Il tasto dolente di quest’ottavo Harry Potter è proprio la forma narrativa dello #scriptbook.
Se non lo sapete ancora, ma mi sembra strano, ve lo dico io: Harry Potter e la maledizione dell’erede non è un romanzo ma una sceneggiatura teatrale scritta da John Tiffany e Jack Thorne e basata su una storia originale di J.K. Rowling.

Ma se c’è una storia originale, cara la mia Rowling, non potevi pubblicarla sotto forma di romanzo come hai fatto in passato?
Per quanto la storia narrata non perda di attrattiva, gli amanti delle belle descrizioni dei precedenti capitoli della saga dovranno rassegnarsi ad uno stile ben più asciutto con una nettissima prevalenza di dialoghi.

Harry Potter ha poco meno di quarant’anni e il suo secondogenito Albus Severus si appresta a partire per il primo anno ad Hogwarts.
Albus è così diverso dai suoi fratelli –James e Lily- e si sente molto diverso anche da suo padre Harry, della cui fama sembra portare sulle spalle tutto il peso.
La diversità che Albus sente, si palesa quando il Cappello Parlante lo assegna ai Serpeverde e quando proprio in questa Casa trova il suo migliore amico, Scorpius Malfoy.
Ci vorrebbe una Giratempo per cancellare un po’ della fama di Harry Potter e alleggerire le responsabilità che Albus sente, così pesante da sembrare quasi una maledizione…

Gli affezionati lettori ritroveranno tutti i personaggi della saga di Harry Potter.
Alcuni di essi, cresciuti e cambiati, sono ora il futuro del mondo magico; altri sono parte integrante della magia e delle mura di Hogwarts.
Tutti, indistintamente, paladini del Bene.