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Fra i grandi privilegi del vivere a Roma, ma forse ve l’ho già scritto, c’è che mostre, concerti e spettacoli prima o poi passano tutti da qui.
E questa cosa, ovviamente, mi piace molto.
Perché quando ci si sente insoddisfatte anche di una semplice, soleggiata, meravigliosa passeggiata in cui, perdendosi, si scopre qualche nuovo angolo di questa enorme città, si può organizzare altro.
Se poi si trova anche la giusta compagnia, tanto meglio.
Io l’ho trovata in tre ragazze fantastiche che un annetto fa, per la prima volta, mi hanno coinvolta in una loro uscita a teatro.

Qualche sera fa siamo andate al Teatro Ambra Jovinelli per vedere #Due, lo spettacolo di Luca Miniero (al debutto alla regia teatrale) interpretato da Chiara Francini e Raoul Bova.
E se state pensando che Raoul Bova è in realtà il vero motivo per cui siamo andate a teatro, beh sappiate che in parte è vero.
Chi non vorrebbe vedere dal vivo quello che, da adolescente, incarnava l’immagine del ragazzo perfetto, del Principe Azzurro?
Fortunatamente siamo cresciute, e non abbiamo guardato solo lui.

In quella che sarà la loro futura camera da letto, Luca sta montando proprio il letto.
Lui e Paola andranno a vivere insieme ed è quest’ultima ad avviare il dialogo.
Paola è dubbiosa: una scelta così importante fa emergere tutte le sue paure, che sottopone a Luca in una raffica di domande.
Come saranno tra vent’anni?
Avranno dei figli?
Si ameranno ancora come oggi?
Avranno realizzato i loro progetti?
Anche Luca, che non sembra aver mai pensato ad un futuro così lontano, comincia ad interrogarsi, ma le sue risposte arrivano presto e sembrano tutte così semplici…così scontate.
Più il dialogo diventa serrato, più i dubbi di Paola e Luca prendono forma: una serie di sagome in cartonato compaiono sulla scena, e parlano attraverso le voci dei due fidanzati.
Sono le persone che, volente o nolente, fanno parte di una vita a due.
Attraverso esse prenderanno vita alcune conferme ma anche qualche inaspettata sorpresa.

Atto unico di 80 minuti, #Due sa catturare e trattenere l’attenzione dello spettatore.
Perché non solo ciascuna coppia, ma ciascuna essere umano vi si riconosce.
La convivenza e il matrimonio sono, infatti, solo due dei grandi progetti della vita di una persona e, come ciascun nuovo progetto, portano in sé dubbi, perplessità, interferenze esterne ma anche quell’incertezza in grado di aprire la porta delle sorprese.
Raoul Bova è bello come quand’ero adolescente e non se la cava male in teatro, ma la vera protagonista dello spettacolo è Chiara Francini.
Mi piace moltissimo e ne ho sempre apprezzato il talento sia nei suoi ruoli cinematografici che televisivi.
E’ la prima volta che la vedo in teatro e devo dire che le sue doti sono ancora più evidenziate dalla rappresentazione teatrale.
Ironica, a tratti comica, fisica, sarcastica al punto giusto, Chiara Francini riempie la scena con la sua interpretazione di Paola, in cui ogni donna può riconoscere un aspetto di se stessa.
E, a parer mio, appanna -meritatamente- il suo bel compagno di scena.

Troverete #Due in scena fino al 26 marzo all’ #AmbraJovinelli, e può essere un modo piacevole di trascorrere queste prime serate primaverili.

 

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