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Una bellissima foto di Elena Braghieri (se non sapete chi è, rimediate subito dando un’occhiata al suo profilo Instagram @elenabaghieri e al suo blog) è l’ispirazione di questo post.

‘Avrei potuto scattarla io!’ ho pensato nel vederla…ha tutto quello che mi piace dell’estate, tutto quello di cui ho bisogno.
Uno sfondo blu in cui cielo e mare si mescolano fin oltre la linea dell’orizzonte, un assaggio di natura incontaminata in secondo piano e, in primo piano, un cartello di fortuna che indica la direzione mare a chi non avesse ben chiaro dove andare.

L’estate è per me #DirezioneMare.
E non ho bisogno di cartelli che mi indichino la via.
Sono stata una bambina fortunata, una di quelle che al mare ci trascorrevano buona parte dell’estate, in una piccola cittadina senza troppe pretese, in cui si poteva andare in giro da sole perché tutto era molto più sicuro, in cui ti accorgevi di essere cresciuta perché mamma ti lasciava andare -e stare- da sola in spiaggia, sotto l’ombrellone.

Il primo mare da adulta è stato quello calabro su cui si affaccia Tropea, piccola perla italiana: la prima vacanza con le amiche dovrebbe essere come quella che ho avuto io, in una piccola casa quasi in riva al mare, con un bel portico dove mangiare e ridere, fare la lista della spesa e ridere, mettersi lo smalto e ridere, prendere il sole e ridere, bere il caffè e ridere, guardare l’alba e ridere…è lì, dopo un lunghissimo bagno, che mi son guadagnata l’appellativo di Spugna, di cui vado fierissima.

Fra i mari che ho più nel cuore quello siciliano di San Vito Lo Capo e quello della mia bella Ischia, che hanno avuto il merito di vedermi nuotare con le persone giuste con cui condividere tempo e momenti, e quello greco -e inaspettato- di Creta, in cui ho lasciato un pezzo di cuore che tornerò a riprendermi. Indescrivibile.

baia di Kholokhita, Grecia

Ho incontrato l’oceano quattro anni fa ad Apollo Bay, una piccola cittadina lungo la costa australiana, mentre con la macchina percorrevo da Melbourne ad Adelaide la Great Ocean Road.
Era metà settembre e c’era una temperatura media di circa 20°, ma in un secondo ho sfilato le scarpe e bagnato i piedi: acqua gelida ma limpidissima e intenso profumo di iodio.
Se chiudo gli occhi lo sento ancora, forte.

Lorne, Great Ocean Road, Australia

 

‘In una vita precedente devo essere stata una specie di Piccola Flò, un vecchio lupo di mare o una delle meravigliose Tahitiane di Gauguin’ scrivevo qualche sera fa sotto una mia foto su Instagram (se siete curiosi, mi trovate come @marghepet).

O forse il pesciolino pasticcione Flounder amico della sirena Ariel.

Devo essere stata così: una con la pelle di sole e i capelli di sale.

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