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Come si chiamano quelli che tentano di deviare il corso dei fiumi per irrigare zone nuove?
Non lo so.
Ma io mi sento così.

Caro 2018, ciao!
Ti ho volutamente ignorato. Non ho dato importanza al tuo arrivo se non per festeggiare mia sorella- nata a Capodanno- o per inaugurare una nuova agenda.
Niente bilanci sul passato né propositi per il futuro.
Niente liste, progetti, piani…niente di niente.
Quest’anno I’m just going with the flow, seguo la corrente.
Bella quest’espressione vero?
L’ho letta per la prima volta la scorsa estate e mi è rimasta in testa.
Sto provando a farla mia, a farne il mood di questo 2018, mentre imparo a decostruire.
Senza badare alla fatica che ho fatto per far scorrere quel fiume nel letto che per lui avevo preparato, proverò ad immaginare le mille cose nuove che potranno nascere da un percorso inaspettato.
Come quando volontariamente lascio la strada principale di una nuova città per infilarmi a caso nel dedalo di minuscole viuzze che da essa partono, per il semplice gusto della scoperta, per il puro piacere dell’inaspettato.

Non dico che mollerò la mia comfort zone, sia chiaro, ma aprirò un varco fra essa e tutto il resto, per poterne uscire ed entrare quando e come mi pare…e non quando e come si deve.
Se, come qualcuno mi ha detto, posso liberamente essere tutto e il contrario di tutto, allora perché non provarci?

Caro 2018,
ti invito a bere un caffè, come faccio con qualcuno che conosco poco.
Chissà che passo passo non si arrivi a prendere un caffè come fra buoni amici.

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